TOM À LA FERME – TOM ALLA FATTORIA

Intercity Festival 2022
23, 24, 25 settembre ore 20.30
TOM À LA FERME
TOM ALLA FATTORIA
di Michel Marc Bouchard
scene, luci, costumi e regia Dimitri Milopulos
con (in ordine di entrata) Olmo De Martino, Giulia Bianchi Weber, Gabriele Giaffreda, Sonia Remorini
traduzione Francesca Moccagatta
prima nazionale in italiano

Perdere improvvisamente qualcuno, è un filo che si spezza. Quel legame che ci teneva insieme all’altro, a colui che non c’è più. I bordi sfilacciati della vita di Tom e quelli della madre e del fratello del defunto, cercano per istinto, per sopravvivere, di ricollegarsi a qualcos’altro, a un altro capo di un filo sfilacciato. Chiunque. Qualsiasi cosa. L’altro diventa almeno in parte sinonimo di colui che non c’è più; un fratello, un figlio, un amante. Per Tom, in lutto, in cerca di riferimenti, le menzogne diventano verità e le botte carezze.

Dopo la morte improvvisa del suo primo amore, Tom si reca in campagna presso la famiglia dei suoceri che non conosce, alla ricerca di conforto e di punti di riferimento. Sullo sfondo di una natura austera, questo neofita della vita viene proiettato in una storia in cui gli equivalenti non sono altro che declinazioni di menzogne.
L’amante, il compagno, il figlio, il fratello, questo morto senza nome, in eredità non ha lasciato altro che una favola intessuta di false verità che, a quanto dicono i suoi diari di ragazzo, gli erano necessarie per sopravvivere perché un giorno, in quella stessa campagna, un giovane uomo ha distrutto a vita di un altro giovane uomo che ne amava un altro. Come in una tragedia antica, anni dopo, quel dramma riafferra il destino innocente di Tom.
L’adolescenza è un periodo della vita caratterizzato dall’evoluzione individuale della personalità infantile verso la personalità adulta. Sboccia con la maturità sessuale e termina con la maturità sociale. Ed è in questo stadio determinante dell’esistenza che i diktat della normalità provocano i più grandi disastri su coloro che ne sono ai margini.
Ogni giorno, dei giovani omosessuali vengono aggrediti nei cortili delle scuole, in casa, mentre fanno sport, in città come in campagna. Ogni giorno, vittime offese, ostracizzate, violentate, schernite, umiliate, ferite, picchiate, vessate, insozzate, isolate, sbeffeggiate. Alcuni riescono a farcela, altri no. Alcuni diventano mistificatori della loro stessa vita, altri diventano animali da circo.
Il disprezzo contro gli omosessuali non è un soggetto obsoleto come alcuni vogliono credere, soprattutto quelli che si sono stancati di sentirne parlare o che credono, come per tutto il resto, che se i media ne parlano vuol dire che c’è qualcuno che se ne sta già occupando.
Ho cercato a lungo dei finali lieti ma le opere riconciliatrici ci deresponsabilizzano rispetto alle soluzioni e ai conflitti. Sono fatte di morali da consumare subito.

Provo con questa farse: Ascoltare la sofferenza amorosa, possiamo farlo tutti, almeno un po’, qualcosa, ogni giorno.
Prima di imparare ad amare, gli omosessuali imparano a mentire.
Siamo dei mitomani coraggiosi.

Michel Marc Bouchard