DAL PROFONDO DEL MIO CUORE – DE PROFUNDIS

de-profundis

Dal  16 febbraio 2019

Al  17 febbraio 2019

Ore 21:00

Intercity Winter 2019
16*, 17 febbraio ore 21
*selezionato PassTeatri
DAL PROFONDO DEL MIO CUORE
da DE PROFUNDIS
di Oscar Wilde
adattamento, scene e regia Dimitri Milopulos
con Daniele Favilli
musiche originali Marco Baraldi
pianoforte Marco Baraldi
violino Sofia Astarita
mixaggio Federico Ciompi
si ringrazia per la collaborazione Davide Morelli
In collaborazione con Florence Queer Festival

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L’amore è cieco.
Nulla di più vero. Così Oscar Wilde, uomo forte ma anche fragile, grande letterato e grande frequentatore e animatore dei salotti borghesi di Londra – ma anche di altri salotti dove troneggia il piacere e la lussuria – si innamora di Lord Alfred Douglas, detto Bosie.
L’incontro sarà fatale. Porterà Oscar alla condanna a due anni di lavori forzati per sodomia e all’incarcerazione. I suoi libri furono ritirati dalle librerie, si abbassò il sipario sui suoi spettacoli, i suoi beni furono venduti all’asta, i figli gli furono sottratti. Il poeta fu umiliato, distrutto, abbandonato, rovinato.
Tutto questo per l’amore verso un altro uomo, deplorevolmente chiamato “sodomia”.
Si può castigare la carne ma non lo spirito.
In carcere la mente del poeta e dell’uomo non si spegne. Lì, nella sua cella, solo, isolato, allontanato da tutto quello che aveva amato, distrutto, rovinato ma allo stesso tempo lucido e tagliente come la lama di un coltello scrive Epistola: In Carcere et Vinculis, successivamente chiamato De Profundis.
La lettera forse più lunga della storia, indirizzata a Bosie, nella quale il poeta attraversa la loro storia, attacca l’amante, se stesso, tira le somme, rimpiange, si strazia, si libera.
Un’apologia dell’amore che tutto innalza e tutto distrugge.
A queste pagine è ispirato dal profondo del mio cuore.
L’idea è quella di entrare a spiare in punta di piedi l’intimità di un uomo, nel momento della più grande delle sue sofferenze, quella dell’amore che non riesce a pronunciare il suo nome e della sconfitta nell’assordante isolamento della sua cella.

Eppure ogni uomo uccide la cosa che ama…
Alcuni lo fanno con uno sguardo amaro…
Alcuni uccidono il loro amore da giovani, e altri da vecchi…
Alcuni amano troppo poco, altri troppo a lungo…
(da Ballata del Carcere di Reading)

Sono passati 120 anni da quell’infausto periodo ma oggi come allora viviamo in una società che etichetta, giudica, si professa “moderna” e libera ma ancora oggi libera non è. Siamo tutti imprigionati all’interno di gabbie mentali di diversità, di paura, di pregiudizio. Siamo vittime di amori “sbagliati” che ci risucchiano l’anima, ci annullano, ci portano all’autodistruzione.
Le emozioni di Oscar Wilde durante la prigionia in cella e durante la prigionia in libertà – quando era fuori dal carcere ma comunque ingabbiato nel giudizio della società – sono le stesse emozioni che tante persone vivono oggi, perché etichettate e rifiutate dal mondo che le circonda.
D. M.

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