FRANKENSTEIN

Teatro della Limonaia ETS
presenta
INTERCITY WINTER 2027
in prima assoluta
Teatro della Limonaia
19, 20, 21 febbraio 2027 ore 20.30

FRANKENSTEIN
basato sul romanzo di Mary Shelley
testo e regia Dimitri Milopulos

con Olmo De Martino e Samuele Picchi
scene, costumi e luci Dimitri Milopulos
aiuto regia Marta Giusti
organizzazione Franca Sisti
amministrazione Alice Sgroi
promozione Federica Ottombrino
ufficio stampa Bruno Casini
produzione Teatro della Limonaia ETS

Perché Frankenstein?
Le letterature di tutti i tempi, da quelle più antiche a quelle più contemporanee, sono intrise di mostri. Molto spesso fanno parte delle credenze e delle mitologie che accompagnano le società e le culture nel corso dei secoli. I mostri più famosi prendono forma nei miti e nelle leggende di migliaia di anni fa e spesso la loro invenzione è collegata al divino – qualunque esso sia.

Frankenstein no. Frankenstein è un mostro contemporaneo. Ed è l’unico mostro che erroneamente porta il nome del suo creatore. “La creatura” di Victor Frankenstein dunque è un mostro dei nostri tempi ed è privo di un nome proprio. È un mostro nato dall’inventiva di una giovanissima autrice, Mary Shelley, circa duecento anni fa, ed è reso successivamente celebre in maniera più vasta attraverso l’arte cinematografica. Così, evolvendosi oltre le pagine del romanzo, è arrivato a far parte dell’immaginario collettivo delle ultime generazioni, ovunque nel mondo, principalmente associato all’horror.

Ma tornando alle origini, di cosa tratta il romanzo? Perché Frankenstein è riuscito ad affascinare tutte le ultime generazioni? Qual è il rapporto del romanzo con il suo sottotitolo Il Prometeo moderno? Frankenstein è un romanzo gotico, si svolge in tempi ormai lontani – ma contemporanei al momento della sua stesura e pubblicazione, in luoghi lontani e disparati, conoscenze diverse. Il perno attorno al quale gira il lavoro della Shelley è la più grande tra le paure dell’essere umano di tutti i tempi: quella della morte. E su quella paura e su una possibile soluzione – ottenere finalmente l’immortalità – si sviluppa la storia. E qui entra in campo l’eterna lotta tra scienza e religione, tra sacro e profano. E l’avidità di imitare Dio – o meglio il creatore – per superarlo e diventare indipendenti; e ricreare l’origine; svelarla; cancellare la morte ed eliminare le regole decise da qualcun altro. Ma poi subentrano i nostri limiti! Fin dove l’essere umano può spingere se stesso senza offendere e nuocere la sua stessa natura? E quali potrebbero essere le conseguenze di un atto così oltraggioso? E anche se alla fine riuscissimo a sconfiggere la morte, saremmo poi in grado di dominarla?

Ripensare a Frankenstein in questo nostro periodo storico, così pieno di stimoli, ma così privo di idee e di contenuti, così pieno di informazioni, ma così privo di fantasia e di inventiva, è stato naturale. Tutto è iniziato – come sempre – da una sfida! Ho voluto immaginare come sarebbe stato portare “i due mostri” – Frankenstein e la sua creatura – su un palco e dargli vita. Oggi! Rendere quella storia – e tutto quel che ne consegue – viva oggi, in un’epoca come la nostra, nella quale quello che una volta era solo fantasia oggi è la realtà di tutti i giorni. Oggi, che la chirurgia plastica ha stravolto, e spesso sconvolto, l’aspetto fisionomico delle persone. Oggi, che riusciamo a “stampare” oggetti tridimensionali con un semplice clic dall’altra parte del mondo. Oggi, che la cosiddetta intelligenza artificiale sta in pratica sostituendo la nostra mente e la nostra mano, mettendo in dubbio e a rischio la percezione stessa della realtà – perché questo è ciò che accade quando il confine tra realtà e finzione si sgretola, lasciandoci nel dubbio su cosa sia effettivamente vero.
Ecco, ho voluto lasciare tutto questo alle spalle, per tornare indietro nel tempo, in un tempo senza tempo, e giocare con personaggi, con storie e miti, rendendoli reali, tornando ragazzo, cercando di recuperare un po’ di quel fascino antico sempre così pronto a stupirci.

D.M.