IL TEATRO DI BARBARA! MOSTRA FOTOGRAFICA

mostra

1 gennaio 1970

Ore 0:00

Foyer del Teatro della Limonaia
Intercity
19 settembre – 26 ottobre 2025
IL TEATRO DI BARBARA
Mostra fotografica

Il Teatro della Limonaia ETS, nel 2025 ricorda la sua creatrice, dedicandole, oltre ad una serie di eventi che stanno avendo luogo durante tutto l’arco dell’anno, la 38a edizione di Intercity, riproponendo anche una mostra fotografica IL TEATRO DI BARBARA che comprende tutti i suoi lavori di regia. La mostra è stata creata 20 anni fa, subito dopo la sua scomparsa.

Sono già passati 20 anni.
20 interi anni che sembrano volati via, sfumati nel nulla come se fossero d’aria.
Ma in realtà sono stati 20 anni pieni di vita; di storia; di momenti belli e momenti brutti.
20 anni di lotte e di battaglie infinite e sfinenti; di vittorie e di sconfitte; di demolizioni e ricostruzioni.
E poi 20 anni di Festival, di Stagioni, di Progetti, di Spettacoli. 20 anni di Teatro. Come amavamo farlo. Come amo farlo. Il teatro. Il nostro teatro.
Dimitri Milopulos

Solo per amore si può svolgere una massa di attività come quella messa in moto da Barbara in pochi anni, in una sorta di furiosa corsa a ostacoli contro il tempo. La sua adesione al teatro era così totalizzante da non permettere di isolare una funzione principale in questo suo darsi, se concedere la preminenza all’autrice, alla regista, all’attrice, alla traduttrice, alla maestra di attori, alla talent scout sempre a contatto con giovani da crescere e istruire nutrendosi dei loro fermenti, in un’ansia di comunicazione per cui non smetteva di organizzare spettacoli, corsi preparatori, manifestazioni, festival, conferenze, pubblicazioni, scovando nuovi drammaturghi italiani o andandoli a cercare all’estero con l’ansia frenetica e coinvolgente di sprovincializzare la nostra scena, instancabile com’era nel creare inedite realtà in movimento, anche a breve, anche senza mezzi. E ci riusciva (…)
Franco Quadri

(…) il contributo più importante di Barbara alla drammaturgia contemporanea è costituito dalla sua stessa produzione drammatica. Si tratta di venti e più testi, molto diversi fra loro per il soggetto come per la conduzione drammatica, ma tutti eccezionalmente densi e sofferti: testi impervi e difficili, spesso addirittura ostici alla lettura, soprattutto per la loro costruzione paratattica, che istituisce fra i singoli episodi rapporti ambigui ed aperti (…)
Cesare Molinari

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