Il Teatro della Limonaia è nato nel 1987 nella limonaia della Villa Corsi Salviati e sin dall'inizio della sua storia ha lavorato alla realizzazione di vari progetti: il Festival Intercity (vincitore nel 1997 del Premio Ubu per la categoria nuova drammaturgia non solo europea, nel 2003 ha ritirato il Premio Ubu per Crave di Sarah Kane), Intercity Connections, la Scuola di Teatro Intercity, la stagione invernale, produzioni, ospitalità, workshop, traduzioni e pubblicazioni di opere teatrali.

La finalità della struttura è quella di consentire un aggiornamento costante delle nuove tendenze espressive del teatro contemporaneo, con particolare riferimento alla nuova drammaturgia.

SCUOLA DI TEATRO INTERCITY
Improvvisazione e recitazione, creazione del personaggio,
dizione e tecniche vocali, espressione corporea e psicomotricità,
la scrittura teatrale e la messa in scena: regia, scenografia, illuminotecnica.

La Scuola di Teatro Intercitysi propone come dipartimento formativo del progetto Intercity (Intercity Festival dal 1988 e Intercity Connections dal 1998) nato al e dal Teatro della Limonaia. Nell'ultimo decennio la formazione degli attori, dei registi e delle nuove compagnie ha subito un sostanziale cambiamento. L'apertura europea, la mobilità e il moltiplicarsi degli scambi hanno tessuto legami più forti, avviando cooperazioni e interazioni che hanno strutturato un'idea più completa di formazione dell'attore e del teatrante in genere.
Basandosi su questo, e seguendo lo spirito del Festival Intercity, obiettivo della scuola è quello di presentare nuove metodologie e nuove tecniche, formando artisti completi, altamente competitivi non solo all'interno del panorama italiano ma soprattutto nel contesto europeo. Per questa ragione, durante i tre anni, vengono organizzati incontri, workshop e laboratori con artisti internazionali. In questi primi due anni, tra gli altri, hanno offerto il loro contributo: Bambie (Olanda), Suver Nuver (Olanda), Tina Tarpgaard (Danimarca) sul teatro fisico, linguaggio del corpo e movimento. Laurie Samson (Royal and Derngate, Gran Bretagna) sulla comprensione dei testi classici e in particolare sul teatro Shakesperiano, Suzy Graham-Adriani (Gran Bretagna) sulla drammaturgia contemporanea e l’analisi del testo.

L'ingresso alla scuola è libero. L'organizzazione ha scelto di non ostacolare l'accesso al primo anno della scuola mettendo limiti o provini.
Il programma didattico si estende su tre anni con la frequenza di due volte alla settimana (per i primi due anni) e con l'aggiunta di corsi e seminari mirati agli approfondimenti di diverse discipline.
Nel primo anno l'allievo ha la possibilità di “incontrare” il teatro e di sperimentarlo direttamente sul palcoscenico attraverso vari studi relativi all'espressione corporea, alle tecniche vocali e canore, oltre che alla psicomotricità, elementi di base sullo studio del personaggio, l'ascolto e tecniche di riscaldamento.
Nel secondo anno l'allievo lavora su opere di autori della drammaturgia classica e/o moderna nazionale e/o internazionale attraverso percorsi formativi, analisi del testo e della struttura drammaturgia, studio del personaggio e l’approfondimento delle possibilità di messa in scena di un testo.
Il terzo anno inizia con lo studio della storia delle arti performative, elementi di scenografia e illuminotecnica, per poi proseguire e concludersi con la messa in scena di uno spettacolo vero e proprio.




SCUOLA PER RAGAZZI
(inizio corsi Novembre 2010)

Nell'autunno 2010 inizierà il corso di formazione teatrale per la fascia di età 8-13 anni. E' stato pensato uno speciale percorso didattico, un primo approccio per stimolarne e potenziarne la creatività, sollecitarli a trovare dei mezzi espressivi attraverso il corpo, il gesto, il suono e la parola.
Un percorso tra “gioco” e immaginazione, ricordando sempre che il teatro nasce dal bisogno di conoscersi, comunicare ed incontrarsi.
Lo stare insieme in un ambiente diverso dalla scuola offrirà l'opportunità di riscoprire le regole come mezzi costruttivi e non subirle come imposizioni; le “regole” del teatro prevedono un'apertura alle diversità, ai differenti punti di vista.
L'improvvisazione inoltre stimolerà l'osservazione, l'attenzione verso cose, persone e parole; la presenza scenica si creerà focalizzando l'attenzione sul corpo, cercando si sollecitare il raggiungimento della consapevolezza fisica in un'età così densa di cambiamenti.